
Fiumi di parole sono stati spesi per criticare la Nazionale dopo la clamorosa debacle ai Mondiali in Sudafrica. L’umore dei tifosi italiani non era certo buono, come ovvio che fosse. Ovviamente dopo un’eliminazione cos pesante era normale essere delusi. Ma dopo il provvedimento del Consiglio federale la delusione aumentata. Oltre al danno la beffa, verrebbe da dire. Chiamatelo come volete, chiamatelo ulteriore fallimento del calcio italiano, chiamatelo occasione persa per ridurre il gap con gli altri paesi. Ma la nuova norma che prevede l’acquisto di un solo extracomunitario per squadra ha solo un nome: sconfitta.
E’ la sconfitta del nostro campionato, la sconfitta quasi definitiva del calcio italiano, purtroppo strettamente collegata al pessimo risultato della Nazionale. Qual il senso di questo cambiamento? Rilanciare i giovani italiani? Far s che le squadre italiane puntino sui vivai invece di spendere soldi per giocatori extracomunitari? Queste sono tutte scuse. La domanda da porsi una sola: sarebbe stato preso questo provvedimento se l’Italia fosse arrivata in semifinale, se fosse arrivata in finale, se avesse vinto il Mondiale? La risposta sembra banale. No. Ma cosa c’entra la disfatta della Nazionale con questa decisione? Se l’Italia non arrivata tra le prime 8 non certo perch in Italia giocano troppi extracomunitari. E’ perch l’Italia ha giocato male e non meritava quindi di vincere.
Anche la Francia ha perso. Ha perso male, peggio dell’Italia. Eppure in Francia non ci sono limitazioni sul numero di extracomunitari. Anche l’Inghilterra ha perso. Eppure neanche in Inghilterra ci sono limitazioni sul numero degli extracomunitari che si possono acquistare in ogni sessione di mercato, a patto che abbiano il permesso di lavoro (che si ottiene disputando almeno il 75% delle gare ufficiali nella nazione ospitante negli ultimi due anni). In Bundesliga non ci sono limitazioni, cos come nel campionato olandese, nel campionato belga. In Spagna si possono acquistare 4 extracomunitari. In Svizzera si possono acquistare 10 extracomunitari. In confronto a questi dati, gi poter acquistare 2 soli extracomunitari sembra essere una grossa limitazione. Invece, da 2 si passa ad un solo extracomunitario.
E allora cosa vogliamo? Pretendiamo di avere quattro squadre in Champions League, di avere un campionato competitivo, ma siamo lontani anni luce dagli altri paesi. E ci allontaniamo sempre pi. Anche i tempi della decisione fanno discutere. Come si fa a comunicare una decisione del genere a mercato aperto? E io, procuratore, che ho appena chiuso due affari, ho appena trovato l’accordo con due calciatori extracomunitari, non posso tesserarli perch le regole sono cambiate? Ma che discorso ? Ha forse pensato qualcuno alle societ e ai danni che possono subire con questa regola a mercato in corso? Facciamo qualche esempio di calciatori extracomunitari che giocano in Italia: Alvarez, Jovetic, Vargas, Maicon, Kolarov, Samuel, Pandev, Thiago Silva, Pastore, Vucinic, Pizarro, Asamoah, Sanchez, tutti giocatori importanti, o addirittura idoli delle proprie squadre.
E sono solo alcuni dei numerosi talenti che giocano nel nostro campionato. Se questa regola fosse stata in vigore qualche anno fa, molti di questi giocatori non avrebbero potuto giocare in serie A, e la serie A quindi avrebbe perso molto. La stessa cosa succede oggi: i vari Krasic, Hernanes, Toloi, Ederson, Ramires, Bastos, Dzeko probabilmente non potranno arrivare in Italia. La logica conseguenza sar un indebolimento del nostro campionato. E’ dunque necessario rivedere questa regola. Fatelo, per non far cadere il calcio italiano, gi in difficolt, nell’anonimato. Fatelo, perch chi ve lo chiede lo fa per l’Italia. Non commettiamo questo errore, Rimediamo a questa scellerata decisione, per il bene del nostro calcio. Non possiamo permettere che il campionato italiano perda importanza.
Ci rimane quindi solo la speranza che possiate cambiare questa decisione. In questo momento il campionato italiano in piedi. Dietro c’ il baratro. Fare un passo indietro vorrebbe dire finire nel baratro, da dove sarebbe difficile risalire. Se riusciamo a non cadere nel baratro potremo guardare negli occhi la Liga, la Premier, la Bundesliga. Almeno potremo guardarle negli occhi. Ad oggi, ci guardano dall’alto. E per vederle dobbiamo alzare gli occhi.
Niccol
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