Juventus: scopriamo i dubbi di Maurizio Sarri


maurizio sarri allenatore juventus

La Juve è al completo. Come in stagione praticamente non è mai stata, aspettando che pure Merih Demiral possa concludere il percorso di recupero dal grave infortunio. Se ne sarebbe parlato per la prossima stagione, allo stato attuale anche il turco potrebbe fare molto comodo nelle competizioni italiane tra luglio e agosto. Ma non è ovviamente questo il problema di Maurizio Sarri, che anche in questa fase di ripartenza ha tutta una serie di casi da gestire. Nella prima parte di stagione c’è stato molto di suo nel recupero psicologico di Paulo Dybala per esempio, ma anche di Gonzalo Higuain. Molto meno bene è andata con Mario Mandzukic ed Emre Can. E ora quelli che possono essere definiti come dei separati in casa sono altri, con il tecnico bianconero che dovrà riuscire a motivarli tutti perché di tutti ci sarà bisogno dovendo giocare tra le 14 e (nella migliore delle ipotesi) 20 partite in due mesi, i più caldi dell’anno tra l’altro.

Juve, quanti casi a centrocampo!

Al centro di tante dinamiche di mercato c’è Miralem Pjanic, il vero jolly di Fabio Paratici per sistemare in un sol colpo bilancio e organico, dopo che il centrocampista bosniaco si è inceppato in questo 2020. Ma tra un messaggio d’amore via social e l’altro, sono altre le situazioni che possono preoccupare maggiormente Sarri. Come quella legata ad Adrien Rabiot: il francese ha accorciato il periodo di quarantena dopo il rientro tardato, si sta allenando alla Continassa, ma con il suo entourage è ormai al lavoro per lasciare già la Juve dopo appena una stagione. Sarri lo ha saputo aspettare e poi lanciare, ma Rabiot ha deluso e ora va gestito ancor più che recuperato, nonostante appaia a tutti gli effetti un corpo estraneo in questa Juve. E poi c’è Sami Khedira, anche lui la scorsa estate era ormai a un passo o forse meno dall’addio, è stato proprio Sarri a volerlo trattenere prima che ricominciasse l’ormai tipica serie di infortuni: pure il tedesco appare agli ultimi atti in bianconero, ha il pedigree del campione ma dovrà essere centellinato e rigenerato.

La grana Higuain alla Juve

Infine, ancora Higuain. Il Pipita a lungo ha pensato addirittura di non tornare alla base, la testa è in Argentina per questioni familiari delicate e forse non soltanto per quelle. È tornato dimagrito, ma questo è forse un dettaglio. Di questa Juve resta un punto fermo, unico centravanti di ruolo è fondamentale nell’intenso rush finale, ma il suo futuro è carico di punti interrogativi e di situazioni da chiarire con la dirigenza. Nessuno lo conosce meglio di Sarri, che ha saputo rilanciarlo più volte. Questa sembra la più difficile, ma pure la più importante.


Maggio 24, 2020 1:55 pm
by redazione